Best practice generali per la progettazione nella stampa 3D
Ogni processo di stampa 3D presenta requisiti di progettazione, punti di forza e limiti propri, a seconda di come viene costruito il componente con lo specifico processo. La nostra guida illustra i parametri specifici per MJF, SLS, FDM, SLA, PJ, Carbon DLS, DMLS e MBJ, con approfondimenti dedicati a ciascun processo e caratteristica del componente nelle sezioni successive. Esistono tuttavia alcune best practice generali applicabili a tutti i metodi di stampa 3D, che vengono illustrate in questa sezione. Seguendo queste best practice, è possibile migliorare in modo significativo la qualità, l’efficienza e la durata dei componenti stampati.
Tenere presente lo spessore minimo delle pareti
Lo spessore minimo delle pareti è la dimensione più piccola che una struttura può avere mantenendo la resistenza e la funzionalità previste. Di seguito sono riportati i requisiti di spessore delle pareti per i diversi tipi di elementi, al fine di garantire l’integrità strutturale:
- Strutture autoportanti (ad es. forme a X, T, O o C): 1,00 mm (0,039″).
- Elementi non supportati o portanti (ad es. perni, linguette o forme simili): 1,50 mm (0,059″).
Progettare con spessore delle pareti uniforme
I componenti stampati in 3D condividono molte considerazioni progettuali con lo stampaggio a iniezione, in particolare l’importanza di uno spessore uniforme delle pareti. Mantenere uno spessore uniforme delle pareti aiuta a ridurre le deviazioni termiche tra le aree di spessore diverso, che possono causare raffreddamento non uniforme, deformazioni o imprecisioni dimensionali. Per aumentare la resistenza senza incrementare lo spessore complessivo, si consiglia di aggiungere nervature, svuotamenti o strutture reticolari.
Un’eccezione è rappresentata dalla modellazione a deposizione fusa (FDM), in cui i pattern di riempimento possono essere regolati per creare sezioni trasversali rade e reticolari, offrendo vantaggi strutturali simili.
Prevedere un gioco tra gli elementi mobili
Lo spazio tra gli elementi di un assieme stampati insieme è fondamentale per evitare che i componenti si fondano durante la stampa e per garantire un movimento o una separazione fluidi tra i componenti.
Per garantire la funzionalità, è necessario prevedere un gioco minimo di 0,70 mm (0,028″).
Eliminare le cavità chiuse
La maggior parte dei processi di stampa 3D commerciali presenta materiale o strutture di supporto intrappolati nelle cavità chiuse. È necessario disporre di una linea di vista per pulire o drenare queste aree. Queste aperture di accesso sono spesso denominate “fori di fuoriuscita”, poiché consentono al materiale di fuoriuscire durante la post-elaborazione.
Qualsiasi cavità con una profondità superiore a 50,80 mm (2″) e un solo punto di accesso, come una sporgenza cilindrica, potrebbe richiedere più fori di fuoriuscita per la pulizia. Si consiglia di realizzare fori di fuoriuscita con un diametro di almeno 5 mm (0,196″).
Raccordare ogni elemento
I raccordi, ovvero gli angoli interni ed esterni arrotondati, sono preferibili in ogni processo di stampa 3D per attenuare le transizioni tra gli elementi e ridurre i punti di concentrazione delle sollecitazioni. Una raccordatura generosa può aumentare le prestazioni per uso finale di un componente stampato.
Prestare attenzione agli sbalzi a mensola
La stampa 3D offre una notevole libertà progettuale, ma elementi come gli sbalzi a mensola e le “teste a lecca-lecca” tendono a essere più fragili rispetto al resto del componente. È necessaria un’attenta valutazione nella progettazione di questi elementi, in particolare se sono cruciali per la funzionalità del componente.
In alcuni casi, è consigliabile rendere questi elementi sostituibili o utilizzare perni standard disponibili in commercio, soprattutto per i componenti di grandi dimensioni, dove rischiano di essere schiacciati o danneggiati dal peso del componente.










Comment(0)